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    March 17

    GlassTheme

    shattering fast, i'm glass, i'm glass
    i'm shattering fast, i'm glass, i'm glass
    i'm shattering, shattering, glass, glass, glass
    i'm shattering fast, i'm glass, i'm glass
    got a lot of tears
    in a blood-stained jar
    been a real long time
    since i walk the fine line
    you set up the walls
    you set up the walls
    hold all my calls
    i'll be by the pool
    won't you please
    talk to me
    won't you love
    what i love
    all alone
    in my soul
    i betrayed
    my rock and roll
    my rock and roll
    my rock and roll
    my rock and roll
    my rock and roll
    shattering fast, i'm glass, i'm glass
    i'm shattering, shattering, glass, glass, glass
    you set up the walls
    hold all my calls
    i'll be by the pool
    playing with my guns
    and there's nowhere to run
    i'm the one you love now
    staying after school
    breaking all the rules
    shattering fast
    shattering fast
    i'm shattering glass
    shattering fast, oh
    March 05

    Riflessioni post-gara

    La partita è finita, la doccia ha spazzato via le gommine cancerogene dalla mia pelle, i capelli sono umidi e, caso più unico che raro, senza Gel (e ovviamente io mi sento Micheal Jackson quando era piccolo e di colore).
    Come sempre più spesso, cammino lentamente tra gli altri ragazzi che parlano (tanto per cambiare) di campionato. Apaprentemente potrei sembrare serio, ma non avrebbe senso, poichè abbiamo vinto. Non avrebbe senso comunque, in realtà.
    Percorro questi pochi metri per uscire dal club, e come sempre più spesso, comincio a esaminare cosa mi fa male e in quale misura.
    LA conta prevede un paio di acciacchi oramai cronici, che mi piace dire che quasi non sento più. Non è vero, li sento, però è bello crederci.
    "Dunque, la spalla sembra tirare, il tallone duole... che altro? toh, la schiena all'altezza "lombale"... vabè, sarò stanco...o avrò preso qualche botta... o avrò battuto i talloni con forza... sì sì, deve essere successo questo..."
    Non che mi senta vecchio. I polmoni mi accompagnano per fortuna. D'altra parte, molti miei problemi probabilmente mi passerebbero se decidessi di fermarmi un mesetto. Ma nessuno è perfetto, figuriamoci io, così me ne fotto allegramente, gioco felice e contento finchè l'ennesima distorsione verrà a farmi visita.
    Vabè, son dolori, un piccolo prezzo da pagare (sommato ai 7 euro di campo... che è decisamente un grande prezzo).
    Tutto passa, più o meno.
    Continuo a camminare. Fiancheggio campetti con le luci spente, poi campetti popolati da uomini di mezz'età che giocano da fermi ma con molta tecnica. Poi alla mia sinistra mi ritrovo una parete con delle porte d'acciao che danno accesso a spogliatoi arredati con mobilio preso in saldo da qualche ex campo di concentramento. Poi raggiungo l'ingresso, e li vedo: campi da tennis.
    Sensazione di paura.
    Sensazione di smarrimento e solitudine.
    Come si può fare una cosa per 6 anni consecutivi, 3 volte la settimana, per 2 ore, poi smettere e non farlo mai più?
    Come se non fosse mai accaduto.
    Come se non fosse la tua vita.
    Erano campi simili, c'erano ragazzini. Ricordo che ero alto un metro e quaranta, poi un metro e cinquanta, poi ero alto come l'istruttore, poi... mi sa che l'ho lasciato dietro, lì, su quei campi, a rimproverarmi perchè il  mio rovescio era forte, sì, ma faceva abbastanza schifo.
    Mi rivedo con la racchetta d'alluminio, pesantissima rispetto quelle degli altri. Era azzura, il grip nero, la prima accordatura era bianca col simbolo HEAD rosso. Ricordo che, dopo averla ordinata, la aspettati per un mare di tempo. FOrse settimane, forse giorni, non so, ero un bambino con passioni e desideri di bambino.
    Mi ha servito degnamente per 5 anni. Poi è stata sostituita da un'altra, ipertecnologica, leggera, sensibile, in fibra di carbonio. Era una racchetta piuttosto colta, e dopo l'allenamento mi aiutava coi compiti a casa. Si ruppe dopo circa 6 settimane.
    Così quando oggi sembra comparire all'orizzonte una nebulosa possibilità di giocare una partita a tennis, mi tocca pensare a dove sia finita la mia racchetta d'alluminio e a quanto sarà scordata. Mi sembra già di impugnarla. MI sembra molto più piccola di quanto ricordassi...
    I miei Compagni continuano a camminare mentre lancio un'ultima occhiata verso quei ragazzetti che raccolgono palline. L'ho fatto anche io. Mi ricordo bene.
    E non mi faceva male niente.
    Quanto li invidio.