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    June 25

    -2 al mio compleanno

    Voglio andare a casa...
     
    June 23

    Afterhours/2

     
    Vediamo un pò se riuscite a trovare il momento esatto in cui io e i miei amici veniamo catapultati al volo dalla seconda fila alla cinquantesima...
     
     

    Afterhours...

     Da brivido....
     
    June 20

    Iperbole/1

    Un iperbole di stelle scia giù dal cielo
    degno di una straordinaria notte di un giorno qualunque
    mentre dormi accanto a me
    io sto così bene al punto che
    non ho più pensieri e i desideri li ho già regalati a te
    ma il cielo induce a fare sogni e profezie
    porsi le domande a cui rispondere non sai
    e nessun sogno mai potrà
    svelare suoi misteri e incognite
    dormi piccolo tesoro dormi che una stella veglierà.

    E chissà domani come sarai
    chissà se ancora ci crederai
    in un futuro da difendere
    se anche tu non avrai certezze
    guardando il cielo iperbole di stelle
    la notte di un giorno qualunque... qualunque.

    Non fermarti alle apparenze guarda sempre nel profondo
    una stella a volte è solamente luce ormai
    ed il mondo siamo noi dovremmo noi decidere di noi
    ma ognuno perso in un frenetico presente cerca una sua meta

    E chissà domani come sarai
    chissà se ancora ci crederai
    in un futuro da difendere
    se anche tu non avrai certezze
    guardando il cielo iperbole di stelle
    la notte di un giorno qualunque... oh baby

    se anche tu non avrai certezze
    guardando il cielo iperbole di stelle
    la notte di un giorno qualunque... qualunque
    June 13

    13 GIUGNO

    Il 13 Giugno l’appuntato Giuseppe Bommarito, consapevole dei gravi rischi che correva,  facendo la scorta al Capitano Mario D’Aleo, muore in un attentato. Con lui hanno perso la vita il carabiniere Pietro Morici e il Capitano Mario D’Aleo.

    Fu insignito della Medaglia d'Oro al Valor Civile con la seguente motivazione: "In servizio in una Compagnia Carabinieri operante in zona ad alto indice di criminalità organizzata, pur consapevole dei gravi rischi cui si esponeva, con elevato senso del dovere e sprezzo del pericolo svolgeva tenacemente opera intesa a contrastare la sfida sempre più minacciosa delle organizzazioni mafiose. Barbaramente trucidato in un proditorio agguato tesogli con efferata ferocia, sacrificava la sua giovane vita in difesa dello Stato e delle istituzioni. Palermo, 13 giugno 1983."

    June 08

    Alcamo is Burning!!!

    Non so chi sia l'autore di questo video... E' un grande... quanta verità... quante verità...
     
    June 05

    Favola

    1,2,3,4,5,6,7... basta.
    Scava, scavano ancora. E la luce non li raggiune, e la roccia è fiamma, e la pece cola, sui volti, sulle mani, sugli occhi, sulle ferite che bruciano.
    Picchiano e rompono, coi loro occhi piccoli cercano, i nani, le stelle, nella pietra. Sassi lucidi, preziosi dicono, freddi lì nel sottosuolo, che loro non usano, che loro non vogliono.
    Scavano, cercano, trovano, piangono, esultano. I martelli fanno rumore, nascono scintille, è fuoco, è fiamma, ma almeno è luce.
    Cercano, perchè si soffra meno la sera, davanti lei, che è tutto, che è bianca, che vive, che sorride, e li uccide, piano piano.
    Sono a tavola i nani, chini, sfiniti, sofferenti. Masticano come continuasseroa cercare l'oro, l'argento, l'aria. Strane creature, con braccia forti e sguardi bassi. Bevono ed è come non avessero bevuto mai, lo sguardo fisso, in alto. Sempre troppo in alto.
    La guardano, la sognano, le sentono. Sono sporchi, gocciolano, tremono e bramano.
    Seguono le narici sporche, le mani calme, le labbra rosse che li morderebbero, le gambe lunghe che li schiaccerebbero, i seni troppo grandi per le loro mani piccole, i nani, amati per scavare, usati per avere, picchiati per godere.
    Vedono le strisce e le pietre di stelle sbriciolate. Vedono quella cannuccina. Vedono lei china sul tavolo tirar sù decisa, avida, egoista, bellissima come sempre. La vedono cadere di fianco, rialzare la testa, aprire gli occhi, la vedono mordersi le labbra, gioire, guardare in alto, muovere gli occhi, sfiorarsi le gambe, ansimare. La vedono e la vogliono, i nani, con altro oro in mano.
    Ma le pietre a volte non bastano.
    Tremano, i nani, prima di ricevere la giusta punizione, e hanno paura che il loro turno non arrivi mai, ed hanno paura che finisca subito. Piangono, non vogliono guardare, poi sì, poi no, poi ancora, aspettando con impasienza. Voglio le sue mani, voglio gli schiaffi, vogliono quella ingiusta punizione sulla loro schiena. Vogliono solo essere toccati, e il sangue non basta a fargliela odiare. Uno schiaffo, un altro, un altro ancora. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7...basta.
    Di nuovo nel tunnel. La polvere di stelle finisce sempre prima.
    Scavano, i nani, impasienti di rivederla, di sentirne le urla, di perdersi nei suoi occhi, nei capelli neri che li avvolgerebbero, nella bocca rossa socchiusa, nella schiena bianca.
    Si invidiano, i nani, fratelli maledetti, cercano e sperano nella pietra più grande, che la faccia godere e li lasci guardare. Il sasso compare, la mano si ferma, il martello non picchia, le schegge picchiano meno, le ruote non girano, il tunnel scompare. Forse anche stasera potranno mangiare.
    La mela è là, vicino la tinozza di legno. E' grande, l'hanno fatta per lei, che è già svestita, enorme. Nella vasca o altrove, loro, i nani, vorrebbero affogare.
    La sentono, dalla loro stanza. I suoi sospiri raccontano che il grosso sasso è sbriciolato, sniffato. Tra poco lei li chiamerà, e si lascerà intravedere, per acuire le loro fatiche e loro sofferenze.
    Un sospiro, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7...Basta.
    I gemiti crescono. L'acqua si muove, la mela cade. Attendono, i nani, che lei li chiami. Un minuto, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7...basta.
    Entrano, la cercano, la vedono, nell'acqua, nuda. Gli occhi grandi sono chiusi, le mani molli, i seni freddi, le gambe abbandonate, il collo indietro.
    La siringa nel piatto, la polvere d'oro per terra, il sangue dal naso. La vedono, morta.
    Hanno spalle forti, i nani. Salgono sulla collina, la teca di cristallo sulle spalle, le lacrime solcano le guance sporche di pece e terra. Le mani ferite accarezzano la bara. Si mordono le labbra. Lei è lì, fredda, spenta. Pare che dorma. Nevica, e i fiocchi sono sassi che spengono i fuochi delle gallerie,appensantiscono il respiro, rendono ancora più gelide le lacrime. L'albero ha un frutto solo, lucente, rosso come la sua bocca.
    Pregano, i nani, pregano che non sia vero, che non la debbano lascire lì. Urlano, malediacono sè stessi. Hanno perso tutto, i nani.
    La discesa dalla collina è ripida. Continua a nevicare.
    Un soffio di vento. La mela cade. Il cristallo si spacca. Sentono il rumore, i nani.
    Si voltano. Il ramo è vuoto, il velo scoperto, il vetro spaccato.
    Biancaneve è in piedi, con la mela stretta in mano. La stringe. Li guarda.
    Il suo sguardo li odia.
    Ancora una volta. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7... basta.
     
     
    June 04

    Esattezza

    June 03

    Rapidità

     
    15 illuminanti secondi
    June 02

    Leggerezza

     
    I sogni volanti di Jan Von Holleben